
Domenica 11 maggio 2025 incontro con Dario Vivian
Programma
-ore 9.30 Arrivo a Mamre e accoglienza
– ore 9,45 presentazione della scheda per la riflessione (riportata anche in calce)
-ore 10,00 Silenzio
-ore 11.30 Pausa
-ore 12,00 Condivisione e riflessione con Dario Vivian
-ore 13,30 Pranzo
-ore 15,00 Ripresa della condivisione e note organizzative
-ore 16.30 circa chiusura e rientro
A questo link è possibile indicare la presenza e il proprio contributo per il pranzo.
Noi tra mondo e regno
Esercizio ermeneutico 6
Ci interroghiamo sulla relazione tra mondo e regno a partire da “noi”: la realtà personale di ciascuna/o e quella del gruppo che sta camminando insieme. Se riconosciamo di aver modificato le modalità di “leggere” la Parola, dovremmo chiederci se e come sta cambiando il nostro modo di “leggerci” nel mondo (nella corrispondenza tra “leggere” e “farsi leggere” dalla Parola).
Ora, interrogato dai farisei: Quando viene il regno di Dio? rispose loro e disse: Il regno di Dio non viene in modo prevedibile, né diranno: Ecco qua o là! Poiché ecco: il regno di Dio è in voi
(Luca 17,20-21)
Le modalità del venire del regno, nel suo intreccio con il mondo, verificano le nostre modalità di stare nella storia:
- possiamo abitare nel mondo in modo prevedibile …
- possiamo abitare nel mondo correndo qua e là …
- possiamo abitare nel mondo vivendo le relazioni in interiorità …
Tutte queste cose raccontò Gesù in parabole alle folle e, senza parabole, non raccontò nulla, perché si compisse ciò che fu detto per mezzo del profeta che dice: Aprirò la bocca in parabole, tirerò fuori cose nascoste fin dalla fondazione (del mondo)
(Matteo 13,34-35)
Le parabole come Parola che attiva un “procedimento”:
- tirar fuori
- le cose nascoste
- fin dalla fondazione
di conseguenza si delinea come disporsi per discernere l’intreccio tra mondo e regno:
- attitudine maieutica: siamo tendenzialmente becchini o levatrici?
- percepire oltre la superficie: siamo solitamente gente che guarda o che scruta?
- riferimento all’in principio non cronologico, ma fondativo: siamo alla ricerca di senso girati all’indietro o interrogati dai segni?
“Non abbiamo altra scelta, se non quella di continuare a vivere dentro la morte”
(Khalil, giovane della striscia di Gaza)
- alla luce del percorso fatto siamo di fronte a parole che dicono un “fare pasqua” esistenziale, che tuttavia non corrisponde al “lieto fine” …
- in quest’ottica situare la tragedia di Gaza (come tante altre) tra mondo e regno può avere un senso, ma va precisato in che termini lo possiamo pensare e dire …
- noi, collocandoci tra mondo e regno, come ne veniamo interpellati nella fede,sempre a rischio di non essere trovata dal venire del Figlio dell’uomo (che è il venire del regno) …
Registrazione dell’intervento
13__Mamre 11 mag 2025 Vivian I parte
13__Mamre 11 mag 2025 Vivian II parte