
Domenica 18 gennaio 2026 incontro con Dario Vivian
Programma
-ore 9.30 Arrivo a Mamre e accoglienza
– ore 9,45 presentazione della scheda per la riflessione
-ore 10,00 Silenzio
-ore 11.30 Pausa
-ore 12,00 Relazione di don Dario Vivian sul tema: “Tra mondo e Regno” ( scheda)
-ore 13,30 Pranzo
-ore 15,00 Ripresa della condivisione e note organizzative
-ore 16.30 circa chiusura e rientro
A questo link siamo tutti invitati a indicare la nostra partecipazione e l’eventuale contributo per il pranzo. Vi preghiamo di farlo entro giovedì 15 gennaio, per organizzarci meglio nel trasporto e per evitare sprechi nella preparazione del pranzo.
TRA MONDO E REGNO dom 18 gennaio 2026
- Due possibili traduzioni/interpretazioni del versetto di Matteo 11,12
- “Il regno dei cieli è attaccato con forza e i violenti
ne fanno preda”
- “Il regno dei cieli avanza con forza, ma i violenti ne fanno preda”
… in questo momento della storia personale e collettiva, per quale traduzione propendo e con quali motivazioni o esperienze?
2. L’avvento/venire alla luce del regno è nel segno del travaglio
- si tratta di abitare l’esperienza del tra:
impasto di morte e di vita
- emerge una scommessa/sfida continua: scorgere/vivere/testimoniare eccedenze di vita
- in questo si realizza il centro dell’annuncio evangelico: fare pasqua esistenzialmente
… quali eccedenze di vita mi pare di scorgere, in quali ambiti, e dove ho sperimentato personalmente o percepito in altri il fare pasqua esistenziale?
3. Chiamati al regno da discernere e accogliere, confrontati al rifiuto che genera violenza
E’ simile il regno dei cieli ad un uomo, un re, che fece le nozze per suo figlio. E inviò i suoi servi a chiamare i chiamati alle nozze; e non vollero venire. Di nuovo inviò altri servi, dicendo: “Dite ai chiamati: ecco, il mio pranzo ho preparato e i miei tori e gli animali ingrassati sono stati immolati e tutto è pronto; venite alle nozze!”.
Ma questi non se ne curarono e andarono chi al suo campo, chi ai suoi affari; gli altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Il re si adirò e inviò i suoi soldati per far perire quegli omicidi e incendiarono la loro città.
Allora dice ai suoi servi: “Le nozze sono preparate, ma i chiamati non erano degni. Andate dunque sino alla fine delle vie e quanti trovate chiamateli alle nozze”. E, usciti quei servi per le vie, riunirono tutti quelli che trovarono, buoni e cattivi, e fu pieno di commensali il banchetto nuziale.
Entrato il re per osservare i commensali, vide là un uomo che non vestiva la veste nuziale, e gli dice: “Amico, come entrasti qui senza la veste nuziale?”. E quello ammutolì. Allora il re disse agli inservienti: “Legategli piedi e mani e gettatelo nelle tenebre di fuori; là sarà pianto e stridore di denti!”. Molti infatti son chiamati, ma pochi eletti. (Matteo 22,1-14)
Il regno che viene come una festa di nozze imbandita e una chiamata a parteciparvi
- Il rifiuto di esserne coinvolti genera violenza
… c’è una violenza gratuita e una violenza giustificata, affinché il venire del regno non sia vanificato?
- Il banchetto è aperto a buoni e cattivi
… il regno che viene in che senso chiede di andare oltre la distinzione tra bene e male, buoni e cattivi?
- L’impossibilità di stare alle nozze senza veste nuziale
… si può essere irresponsabili e in che senso, a fronte del regno che viene e richiede una veste sintonizzata con esso?